Cos’è il tangram?

tangram_set_Il tangram è un antico gioco di origine cinese, ottenuto scomponendo un quadrato in sette parti dette tan: un quadrato, un romboide, e cinque triangoli rettangoli isosceli, di cui due grandi, uno medio e due piccoli.
E’ conosciuto come “Le sette pietre della saggezza” perché si diceva che la padronanza di questo gioco fosse la chiave per ottenere saggezza e talento. Poco o nulla si sa circa le origini del gioco; persino l’etimologia del nome non è chiara.
Combinando opportunamente i pezzi del Tangram, è possibile ottenere un numero pressoché infinito di figure, alcune geometriche, altre che ricordano oggetti d’uso comune, ecc. Qualsiasi figura realizzata con il Tangram deve essere costituita impiegando tutti i sette pezzi.

tangram figureNel gioco del tangram, così come per l’origami, accade che, malgrado la semplicità del materiale impiegato, si possono realizzare sia figure geometriche – come il quadrato – in cui si annullano le caratteristiche dei vari tan, sia figure di ogni tipo in cui invece le caratteristiche di ciascun tan vengono messe in risalto. Alcune figure sono così espressive da sembrare vive e articolate.
È anche possibile rappresentare lo stesso soggetto in posizioni differenti e quindi il tangram si può utilizzare anche per illustrare storie e per realizzare cartoni animati.tan gatto_small
Una caratteristica notevole di molte figure tangram è quella di suggerire all’immaginazione molto più di quanto effettivamente rappresentano: di fatto si tratta di illusioni ottiche; le figure tangram nella loro essenzialità ed efficacia offrono una ricchezza percettiva  che si basa sull’idea che “la tavolozza della mente è più ricca di quella del pennello”.
Le figure tangram ricordano nella loro espressività le silhouettes o i giochi d’ombra con le mani.  Idee    

Il tangram offre notevoli spunti per lavorare sulla percezione, sulla creatività, sulla capacità di vedere oltre, di trovare soluzioni andando oltre ai normali paramentri. Il gioco si presta a molteplici utilizzi formativi: per la rottura del ghiaccio (icebreak) e la socializzazione, per riflettere sulle dinamiche di lavoro di gruppo e la capacità cooperativa del singolo, per comprendere le fasi della progettualità educativa, per imparare a vedere oltre le apparenze, per imparare un gioc che aiuta i ragazzi ad essere creativi e ad imparare ad imparare, per …, ecc.  importante è il momento di verifica dopo il gioco. e’ quello il momento più importante, condividere le scoperte, le conoscenze acquisite, riflettere sul valore delle intuizioni e del procedere del proprio pensiero, perché tutto ciò consente di essere consapevoli del proprio processo di apprendimento, di “leggere” le proprie strategie di apprendimento e così di rendersi conto di come ciascuno impara e di poter replicare il proprio stile di apprendimento nelle circostanze utili alla propria crescita di persona e di capo.

Lo scopo del gioco è di formare figure di senso compiuto.                                                                                                                   Le regole sono alquanto semplici:

  • Usare tutti e sette i pezzi nel comporre la figura finale;
  • Non sovrapporne nessuno.

La leggenda, sull’origine del gioco, narra che un monaco donò ad un suo discepolo un quadrato di porcellana e un pennello, dicendogli di viaggiare e dipingere sulla porcellana le bellezze che avrebbe incontrato nel suo cammino. Il discepolo, emozionato, lasciò cadere il quadrato, che si ruppe in sette pezzi. Nel tentativo di ricomporre il quadrato, formò delle figure interessanti. Capì, da questo, che non aveva più bisogno di viaggiare, perché poteva rappresentare le bellezze del mondo con quei sette pezzi.

Costruire con le mani: partendo dal progetto  Realizzandolo è apparso chiaro che il tangram è prima di tutto un quadrato “magico” da costruire con le proprie mani, perchè toccare con le mani, lavorare di righello, matita, ritagliare, numerare e colorare è diverso dall’utilizzare forme pronte: la differenza è in parte la stessa tra comprare un preparato per torte pronto, o comprare gli ingredienti separati e dosare, misurare, mischiare. Nel primo caso in realtà cuciniamo solo una torta, solo nel secondo impariamo a fare una torta. Perchè il secondo metodo mira alla comprensione dei processi, dei meccanismi di realizzazione di un qualcosa. Il tamgram  di cartone, crea il famoso passaggio tra mani e cervello così importante per l’ apprendimento.
Un possibile utilizzo del gioco è: … notare che il tangram con i suoi pezzi geometrici, senza forme morbide, ci porta alla rappresentazione della realtà. Durante la verfica del gioco, far emergere questo fatto può essere utile per capire che l’ idea che noi ci facciamo di un fatto, di una realtà, di una persona, non è mai la realtà stessa, essa (l’idea) deve essere sempre sottoposta a verifica, a controprova, non può essere eretta a verità assoluta ma necessità della comprensione, ascolto, conoscenza del fatto, della realtà, della persona. Dopotutto se ci pensate è  scouting: osservare, collegare, dedurre, agire… contemplare. Video : come realizzare un tangram (clicca due volte)

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